Adamo
Progenitori dell'umanità secondo la Genesi, Adamo ed Eva sono simbolo dell'origine mortale degli uomini in seguito al peccato originale, con cui trasgrediscono la legge di Dio mangiando il frutto proibito dell'albero della conoscenza del bene e del male. In tal senso alludono al libero arbitrio e ai limiti della condizione umana, oltre al dualismo del principio maschile/femminile. Adamo creato dall'argilla (golem) e dal soffio divino ricorda la natura materiale e imperfetta dell'uomo, ma è anche figura di Dio, che lo crea a propria immagine e somiglianza, nonché simbolo dell'origine del linguaggio dal momento che per volere divino attribuisce i nomi a tutte le creature viventi (Genesi, 2, 18-20). Eva, creata dalla costola di Adamo, rappresenta la debolezza e la sconfitta davanti alla tentazione (serpente). Secondo Origene Adamo è simbolo dello spirito ed Eva dell'anima. Nella tradizione cabalistica Adamo è sintesi dell'intera umanità contenendo in sé l'anima di ogni uomo futuro. Ai piedi della croce di Cristo si trova spesso il teschio di Adamo per significare che il legno della croce è lo stesso dell'albero del paradiso.
Adone
Giovane famoso per la sua bellezza, è figlio dell'incesto tra Cinira e la figlia Mirra, per questo tramutata dagli dei in pianta resinosa. Affidato a Persefone, divinità dell'oltretomba, affinché lo allevasse, fece innamorare di sé Afrodite, che abbandonò l'Olimpo per vivere in terra con lui, suscitando l'ira della dea infernale. Per risolvere il contrasto tra le due divinità Zeus stabilì che Adone sarebbe vissuto sei mesi nell'Erebo e sei sulla terra. Appassionato cacciatore, venne ferito a morte da un feroce cinghiale inviatogli contro dal geloso Marte (o Apollo). Non riuscendo a salvarlo Afrodite pianse lacrime, da cui nacquero anemoni. Celebrato durante le feste Adonie, il mito ha probabilmente origine siriaca, alludendo al risveglio della natura fiorita in primavera e successivamente sconfitta dall'inverno (il cinghiale).
Afrodite
(Venere) Dea greca e romana (Venus), identificata con l'omonimo pianeta del sistema solare, è simbolo dell'amore, della bellezza e della fecondità. Nata presso l'isola di Cipro dalla spuma (gr. aphròs) del mare, fecondato dal seme di Uranos, risulta affine alla divinità fenicia Ishtar. Numerosissimi i suoi appellativi: Anadiomene ("emersa"), Urania, Ciprigna, Citerea, Pandemia, Amaturia, Euploia, Arezia, Anzeia, Acidalia, Arginnida, Pontia. Sono a lei consacrati: la colomba, il passero, il cigno, il delfino, la lepre, la tartaruga, il mirto, la rosa, il melo, il papavero. Figurano essere sue ancelle le Ore e le Cariti (Grazie). Sposa per volere di Zeus di Efesto (Vulcano), ebbe molti amanti tra gli dei e i mortali (Ares, Hermes, Dioniso, Poseidon, Bute, Fetonte, Faone, Adone, Anchise) e generò numerosi figli (Eros, Armonia, Deimos, Fobos, Ermafrodito, Enea). Solitamente rappresentata come una giovane donna appena velata su un carro trainato da colombe o passeri, è spesso accompagnata dal figlio Eros, simbolo dell'innamoramento e dell'amore sensuale. Il suo potere di seduzione si diceva fosse rinchiuso nella cintura, capace di donare grazia anche alle persone più brutte.
Agnello
Simbolo di mansuetudine, innocenza, purezza, umiltà e obbedienza, l'agnello è diventato l'animale sacrificale per eccellenza. Nell'iconografia cristiana fin dai primi tempi assume grande importanza e lo si ritrova raffigurato sulle pareti delle Catacombe, rappresentando direttamente Cristo stesso o l'anima del fedele smarrito ricondotto sulla retta via dal Buon Pastore. Spesso compare con una croce o un calice (simboli della Passione), oppure con il "Labaro", ovvero lo stendardo della Resurrezione. Giovanni Battista definisce Gesù l'"Agnello di Dio"; nell'Apocalisse Giovanni l'Evangelista annuncia l'Agnello vittorioso a Gerusalemme sulla cima del monte Sion; Abele offre a Dio in sacrificio un agnello; Gioacchino viene cacciato dal tempio di Gerusalemme dove intendeva sacrificare un agnello; nella natività l'agnello viene portato dai pastori in adorazione di Gesù come prefigurazione della Passione; nelle rappresentazioni della Madonna con Bambino spesso è presente l'agnello.
Albero della vita
L'albero cosmico, con le radici piantate in terra e i rami rivolti al cielo, rappresenta l'asse verticale che unisce cielo e terra, simbolo della vita nel mondo voluta da Dio. In alcuni casi si sovrappone o si affianca all'albero della conoscenza del Bene e del Male del Paradiso Terrestre. È spesso simbolo di rigenerazione e i suoi frutti alludono all'immortalità. In tale senso Maria stessa viene talvolta pensata come "albero della vita", benedetta dallo Spirito Santo e destinata a generare il Redentore.
Alloro
Simbolo delle arti, della poesia, della musica, nonché degli oracoli e delle profezie, il lauro era sacro ad Apollo, divinità solare. Spesso raffigurato in forma di corona intrecciata, veniva così impiegato per premiare e celebrare i poeti. Nelle Metamorfosi di Ovidio si racconta il mito della ninfa Dafne, che, per sfuggire alle brame del dio, fu trasformata in pianta di alloro. Nell'antica Roma l'alloro fu riservato agli imperatori, come emblema di vittoria, mentre in età cristiana viene considerato simbolo di costanza o eternità, poiché sempreverde, e di castità per la resistenza delle sue foglie. Come simbolo di vittoria spirituale fu utilizzato dai cristiani per alludere al martirio.
Amigdala
(Mandorla) Il termine amigdala indica qualsiasi oggetto a forma di mandorla e viene riferito tanto alle pietre scheggiate in età preistorica utilizzate come armi o strumenti, quanto all'aureola di luce di tale forma, al cui interno viene spesso rappresentata la divinità. Simbolo di inclusione e del guscio che protegge, allude alla Maiestas Domini di Cristo o di Maria, la cui natura spirituale è contenuta in quella corporale. Nucleo di luce e di immortalità, può anche essere impiegata come simbolo dell'embrione racchiuso nell'utero, della verginità di Maria, del segreto mistico. Formata da tre linee rinvia al mistero della Trinità.
Anello
Tradizionalmente simbolo del tempo eterno e circolare, assume vari significati in differenti culture, spesso con valori magici associati alle immagini o alle scritte che vi sono incise, o ancora alle pietre che vi vengono incastonate. In età cristiana e medievale l'anello diviene simbolo di legame duraturo e stretta alleanza, assumendo la funzione di segno matrimoniale. L'anello spezzato rappresenta la rottura del patto e la perdita della fiducia. Nel mondo antico era attributo delle personalità eminenti, re papi, cavalieri, senatori, vescovi, nobili aristocratici, recando spesso il sigillo con cui venivano autenticati e chiusi i documenti più importanti con l'emblema araldico. Presenti in moltissime leggende con svariati poteri, alcuni anelli tra i più famosi sono: l'anello di Salomone, l'anello di Nathan il Saggio, l'anello di Gige, l'anello di Policrate, l'anello dei Nibelunghi, etc.
Anemone
Legato al mito della prematura morte di Adone, dal cui sangue nasce grazie ad Afrodite, l'anemone è simbolo di vita effimera, caducità, fragilità e vedovanza. La sua breve durata alluderebbe alla transitorietà della vita, rendendolo emblema funebre. Il nome, derivato da un termine greco che indica il vento, è riferito alla tenuità dei suoi petali che un soffio d'aria basta a far cadere. Nel pensiero cristiano l'anemone rosso, detto anche "Goccia di sangue", allude al sangue di Cristo versato sulla croce.
Apollo
Figlio di Zeus e Leto, nato insieme alla gemella Artemide sull'isola di Delo, è la divinità solare per eccellenza e si identifica con Helios. Dio della medicina, delle profezie, delle arti e della musica, ha numerosi (oltre 200) soprannomi: Febo ("splendente") Musagete ("Guida delle Muse"), Timbreo, Clario, Didimeo, Citaredo, Dromeo, Cinzio, Deimo, Delio, Liceo, Parnobio, Sminteo, Targello. A lui furono consacrati numerosi templi, spesso sede di famosi oracoli (Delfi). Sono considerati tradizionalmente suoi attributi: l'arco e le frecce (il sole e i suoi raggi), il carro solare, la lira, il tripode, il numero sette, il cigno, il lupo, l'alloro, la palma, l'ulivo. Sintesi di significati spesso contrastanti, simboleggia l'armonia, l'equilibrio, la spiritualizzazione della coscienza, la fonte di ispirazione poetica, la saggezza, il trionfo della ragione sulla passione, la bellezza terrena e spirituale.
Aquila
Regina degli uccelli, sacra a Zeus, l'aquila è simbolo di potere, di vittoria sul male, di rigenerazione, di luce, di forza e di vista acuta, data la credenza che potesse fissare il sole senza che i suoi occhi ne venissero offesi. Nell'antica Roma fu assunta come simbolo imperiale sulle insegne delle legioni e per questo motivo la si ritrova, spesso bicipite (a due teste), come emblema araldico su molti stemmi o bandiere delle età successive. Nell'iconografia cristiana rinvia all'ascensione in cielo di Cristo risorto, alla lotta del Bene contro il Male (quando tra gli artigli ghermisce un serpente), alla preghiera rivolta a Dio, al progenitore Adamo, al profeta Elia e all'Evangelista Giovanni. Talvolta può anche assumere significati negativi come simbolo della superbia o immagine dell'Anticristo, in quanto rapace.
Arancia
Per il suo colore dorato l'arancia è presso molte culture il frutto del paradiso, identificandosi in una interpretazione d'età rinascimentale con i pomi d'oro del giardino delle Esperidi. La presenza di molti semi al suo interno la rende anche simbolo di fertilità. I fiori bianchi dell'albero di arancio, grazie al colore e all'intenso aroma, sono diventati tipico simbolo nuziale, alludendo alla verginità della sposa e al suo candore.
Arancio
Per il suo colore dorato l'arancia è presso molte culture il frutto del paradiso, identificandosi in una interpretazione d'età rinascimentale con i pomi d'oro del giardino delle Esperidi. La presenza di molti semi al suo interno la rende anche simbolo di fertilità. I fiori bianchi dell'albero di arancio, grazie al colore e all'intenso aroma, sono diventati tipico simbolo nuziale, alludendo alla verginità della sposa e al suo candore.
Arcadia
Regione greca del Peloponneso, che trae il nome dal personaggio mitologico Arcas, l'Arcadia, a causa della sua natura montuosa abitata da prevalentemente da pastori, è diventata fin dall'età classica simbolo di un mondo idilliaco e bucolico, luogo di pace, dove la natura provvede spontaneamente con i suoi frutti ai bisogni dell'uomo. Spesso rinvia alla mitica età dell'oro, nella rievocazione di un mondo privo di guerre e conflitti. Nella mitologia greca la regione era regno di Pan con il suo corteo di ninfe e satiri. In età cristiana è stata talvolta assimilata al paradiso terrestre.
Arco
Arma utilizzata per la caccia e per la guerra, è spesso attributo regale e nella mitologia pagana compare nelle rappresentazioni di Apollo, Artemide (Diana) ed Eros (Cupido). Rivolto al cielo è simbolo di tensione spirituale e di sublimazione dei desideri, oppure strumento di offesa, mentre rivolto a terra rappresenta la forza vitale e il potere di fecondazione. La sua immagine si lega anche al destino, alla morte incombente e, se in mano ad un arciere bendato, al caso e ai capricci della fortuna. Come struttura architettonica a sé stante viene eretto in segno di trionfo.
Ares
(Marte) Figlio di Hera e Zeus, secondo cui è "il più odioso di tutti gli immortali", è il dio greco e latino della guerra e ne rappresenta, a differenza di Athena, il lato violento e brutale. Amante di Afrodite (simbolo dell'amore), viene da lei ammansito e quindi talvolta raffigurato addormentato nel suo grembo. Armato di elmo, corazza, spada e giavellotto, ha spesso la barba ed è padre di Phobos (la paura) e Deimos (il terrore). In quanto divinità guerriera può divenire protettrice delle città e dei raccolti, nonché vendicatore delle offese e di chi tradisce i patti o i giuramenti. Inoltre è dio della primavera, non in quanto simbolo di rinascita, ma perché nell'antichità era questa la stagione in cui ricominciavano i combattimenti. Nella cultura latina è padre di Romolo e Remo e la sua figura si lega al mito della fondazione della città di Roma, al suo culto erano dedicati i sacerdoti Salii. Sono tradizionalmente suoi attributi: il lupo, il picchio verde, il cane, l'avvoltoio, la lancia, la fiaccola e il gallo.
Ariete
Primo segno del zodiaco e maschio della pecora, l'ariete è simbolo di forza, vitalità, coraggio, fecondità e istinto primigenio di procreazione del gregge. Nella mitologia pagana è associato al vello d'oro, talvolta riferito ad Hermes (detto "Crioforo", portatore d'ariete), mentre nella tradizione cristiana, come variante dell'agnello, l'ariete è animale sacrificale volontario, emblema di Cristo o del sacrificio umano che il patriarca Abramo stava per compiere del figlio Isacco.
Artemide
(Diana) Figlia di Zeus e Leto, gemella di Apollo, è divinità lunare, con carattere schivo, ombroso e spesso vendicativo. Dea della caccia, della natura selvaggia, delle fiere, della vegetazione, delle mandrie, delle strade, dei crocicchi e degli Inferi, è protettrice delle puerpere, dei parti e delle donne maritate. Chiamata anche Febe, Agrotera, Afea, Amarynthia, Cynthia, Delia, Locheia, viene talora identificata con Ecate, Proserpina, Britomarte e Artume (presso gli Etruschi). Nel corso della tradizione ha assunto valore simbolico di castità, verginità, fertilità, gelosia e punizione per chi cede alle passioni e alla voluttà. Sono considerati suoi attributi gli abiti da caccia, l'arco, le frecce e la faretra, il seguito di ninfe, il capo ornato da una falce di luna, il cipresso, leoni, cervi, cani, capre, cinghiali.
Asino
Animale con valenze simboliche varie e contraddittorie, può essere interpretato come immagine di mitezza, mansuetudine e sottomissione, oppure di ignoranza, pigrizia e testardaggine. Nella tradizione classica, oltre a essere offerto in sacrificio ad Apollo presso il tempio di Delfi, è la cavalcatura di Dioniso, talvolta allusivo a Priapo e alla lussuria, mentre nella nota versione che ne offre Apuleio nel testo "Le Metamorfosi" (o "L'asino d'oro"), l'asino è simbolo di istinto degradato, che si sottrae allo spirito per poi ritornarvi attraverso un lungo percorso iniziatico. Nella tradizione cristiana è presente (come simbolo dei Gentili o dell'Antico Testamento) nella natività accanto al bue (simbolo degli Ebrei o del Nuovo Testamento) ed è l'animale sul cui dorso Gesù entra in Gerusalemme. Nel Medioevo è simbolo di scarsa disposizione alla fede e diviene emblema di oscurità e presenza satanica. Nel Rinascimento rinvia allo scoraggiamento spirituale, al piacere della pigrizia, all'incompetenza e all'obbedienza ottusa.
Athena
(Minerva, Pallade) Dea greca, nata in armi dal capo di Zeus spaccato da un colpo d'ascia di Efesto, era la protettrice della città di Atene e divinità della guerra, del coraggio, della vittoria, delle acropoli e delle alture, ispiratrice della sapienza, delle arti, della scienza, dell'industria, della tessitura. Detta anche Pallade, Glaukopis ("dagli occhi scintillanti"), Tritogenia, Parthenia ("vergine"), Promachos ("che combatte in prima fila"), Polias ("che protegge la città", Agoraia ("ispiratrice degli oratori"), Soteira ("salvatrice"), veniva onorata soprattutto nell'Attica e le erano dedicate le feste Panatenee. Sono considerati suoi attributi: l'elmo (che rende invisibili), lo scudo con la testa della Gorgone Medusa, che aveva il potere di pietrificare chi la fissava, la lancia, l'egida (scudo o corazza), la civetta, l'ulivo, il serpente. Tradizionalmente viene considerata il simbolo della saggezza, dell'equilibrio, della misura, dell'intelligenza attiva e operosa, della civiltà che sconfigge la barbarie.
Aureola
(Nimbo) Immagine solare e aura circolare risplendente che cinge il capo, talvolta l'intero corpo, ad indicare la sacralità di chi ne è avvolto. L'ideazione iconografica è antecedente al Cristianesimo, trovandosi già applicata per Zeus, Apollo, Dioniso e gli imperatori romani nella rappresentazione dell'irraggiamento di origine spirituale, sovrannaturale e divina. Nell'iconografia cristiana, spesso realizzata a foglia d'oro, l'aureola è l'attributo caratteristico dei santi, della vergine Maria, degli Evangelisti, degli angeli e dei beati. L'aureola di Cristo viene talvolta raffigurata con l'iscrizione di una croce, di cui risultano visibili tre bracci.